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sabato 11 luglio 2020

I consigli di Take it Slowly: Alla scoperta di Capo d'Orlando e delle Isole Eolie


Alla scoperta di #CapoDOrlando e delle #IsoleEolie : autentiche emozioni tutto l'anno!                                           


Un'intervista di Erica in viaggio per offrire qualche suggerimento sulle meravigliose "7 sorelle": #Alicudi, #Filicudi, #Lipari, #Salina #Vulcano, #Panarea e #Stromboli.
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I consigli di Take it Slowly: SICILIA ORIENTALE - Atterriamo a CATANIA e ci godiamo e gustiamo le località più suggestive!


La Sicilia Orientale ci riserva città di cultura ed interesse storico, località balneari con mare dalle acque cristalline e scenari imperdibili a 360°come il Monte Etna; SUGGERIMENTI E CONSIGLI per organizzare una VACANZA PERFETTA, in famiglia, in coppia o con gli amici! Scegliete le tappe!

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La Sicilia Occidentale pt 2 : I consigli di Take it Slowly

Un itinerario alla scoperta di luoghi noti... e meno conosciuti.. sveliamo Ustica: 4 anime ed un’isola: cultura, relax, turismo attivo, buon cibo!


Un grazie a www.ampustica.it,
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Un grazie a @erica_inviaggio per l'iniziativa e la magnifica collaborazione .

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La Sicilia Occidentale pt 1 : I consigli di Take it Slowly


Un itinerario alla scoperta di luoghi noti... e meno conosciuti.. sveliamo le spiagge più belle delle Isole Egadi.

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giovedì 7 settembre 2017

Festa della Madonna Nera di Tindari (ME) 7-8 Sep


Le celebrazioni in onore della Madonna del Tindari di Patti, in provincia di Messina, hanno luogo ogni anno nelle giornate del 7 e dell’8 settembre. Presso il Santuario omonimo si venera la Madonna Nera, la quale è rappresentata seduta, mentre regge in grembo il Figlio divino, che tiene la destra sollevata, benedicente. Ella porta in capo una corona di tipo orientale, ricavata nello stesso legno, decorata con delicati arabeschi dorati. L’origine della devozione alla Madonna del Tindari è molto antica, legata ad un episodio curioso avvenuto tra la fine dell’VIII secolo e i primi decenni del secolo successivo, epoca in cui infuriavano le controversie sull'iconoclastia, il movimento religioso contrario a ogni forma di culto verso le immagini e propugnatore della loro distruzione. Secondo la tradizione, nella baia di Tindari (oggi Marinello), durante una tempesta, trovò riparo una nave proveniente dall’Oriente, che portava nascosta nella stiva un'Immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio, ma non riuscirono a spostare la nave. Decisero allora di alleggerire il carico, ma, solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere il largo. Partita la nave, i marinai della baia di Tindari si diedero immediatamente da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare. Fu aperta la cassa e, con grande stupore, in essa fu rinvenuta la preziosa Immagine della Vergine.
La splendida Immagine della Vergine fu così portata sul colle, dove già da tempo esisteva una fiorente comunità cristiana, e sistemata all’interno di una piccola chiesa, che in seguito venne ingrandita per ospitare i numerosi pellegrini che giungevano sin qui attratti dalla fama miracolosa del simulacro.
Oggi la Madonna Nera è esposta all’interno del Santuario Maria SS. del Tindari, sopra un trono, sotto l’arco centrale del Sacro Tempio consacrato alla Madonna il 1° maggio 1979.
Le celebrazioni in onore della Madonna, precedute dalla novena di preparazione, culminano come da tradizione nella suggestiva processione della sera del 7 settembre e nel Pontificale del giorno 8, durante il quale avviene l'offerta della lampada votiva che durante tutto l’anno brillerà dinanzi al simulacro della Madonna.
In occasione della festa di settembre, i fedeli compiono pellegrinaggi da luoghi lontani per radunarsi attorno al suo simulacro, invocarla con acclamazioni o in silenzio, sciogliere un voto o formulare un serio proposito di cambiamento di vita.

Programma 2017
Giovedì 7, intorno alle 18.30, si svolgerà la processione del simulacro della madonna nera. Al rientro dell’effige in santuario si terrà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giombanco. Chiuderanno i festeggiamenti i giochi pirotecnici in programma intorno alle 23.
Alle 11 di venerdì 8 settembre il pastore della diocesi celebrerà nuovamente la messa, durante la quale si svolgerà il tradizionale rito della lampada votiva, quest’anno offerta dal comune di Castel di Lucio.

Tìndari, località sita sul golfo di Patti,in provincia di Messina, è un noto centro archeologico che sorge sulle rovine dell’antica Tyndaris, colonia greca fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C.. Prese il nome di Tyndaris, in onore di Tindaro, re di Sparta e sposo di Leda, padre putativo di Elena e dei Dioscuri, Castore e Polluce. Il promontorio del Tindari si trova all'interno della Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello, che insieme al laghi di Ganzirri costituiscono gli ultimi esempi di ambiente salmastro costiero presenti nella Sicilia nord orientale. La riserva si estende per circa 400 ettari e fu istituita nel 1998 per proteggere la zona lagunare che si trova ai piedi del promontorio. La città è nota per l'Area Archeologica Teatro antico e Antiquarium. Si possono visitare i resti delle mura, il Teatro Greco del III secolo a.C., la Basilica e il Museo con il materiale rinvenuto durante gli scavi nella città antica. 






Fonti
AA. VV. , Sicilia – Viaggio attraverso le regioni italiane, Milano, Le guide di 888.it , 2002.
it.wikipedia.org
www.santuariotindari.it
www.siciliainfesta.com
www.vivasicilia.com
www.98zero.com

Contattateci e organizzeremo per voi un meraviglioso ecotour e viaggio su misura in Sicilia per scoprire Tindari (Messina).

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giovedì 31 agosto 2017

Festa Maria SS. Annunziata Pedara (CT) 1-17 Sep



Pedara sorge ai piedi del Monte Etna, il vulcano più attivo d’Europa dichiarato Patrimonio dell’UNESCO. La città è un ideale punto di partenza per le escursioni naturalistiche che ci portano fino a quota 3000mt sul livello del mare, dove la natura regala paesaggi mozzafiato. 
I festeggiamenti in onore di Maria SS. Annunziata si tengono a fine estate dal 1 al 17 settembre. In questi giorni hanno luogo le sfilate delle Candelore per le vie del paese, l’esibizione dei Carri Mariani e la processione del fercolo con il simulacro della Madonna. Ogni anno numerosi devoti, ma anche turisti partecipano a questo evento religioso e folkloristico.


I Carri Mariani
I Carri Mariani, unici nel loro genere, costituiscono una parte essenziale del patrimonio artistico e culturale della città di Pedara. Realizzati dalle maestranze dei partiti "Piazza" e "Sant'Antonio", i due quartieri del centro storico, i carri ospitano una serie di ingranaggi che, azionati manualmente, determinano i movimenti dei pannelli e delle scenografie contenenti figure viventi in costume. Le scene rappresentate si ispirano a episodi tratti dalla Sacra Scrittura e servono ad illustrare alcune tappe della storia cristiana della salvezza che ha avuto il suo apice nel mistero della maternità di Maria. Tali strutture, fino a circa trent'anni fa, erano costruite in legno e la base sulle quali venivano collocate era composta da vecchi carretti che, legati insieme, le rendevano mobili. Negli ultimi decenni, invece, si sono fatti strada congegni sempre più innovativi e tecnologici, in grado di esaltare maggiormente il messaggio evangelico dei carri.

Fonti
www.argocatania.org
www.comune.pedara.ct.it
www.siciliainfesta.com









Da/from €160,00 p.p

Il pacchetto include/The packages includes:
N. 3 giorni/2 notti in B&B in pernottamento e colazione/ N. 3 days/N. 2 nights in B&B in BB
N.1 visita + menù degustazione in cantina/ N.1 visit to the winery and menu tasting
N.1 pranzo tipico locale: antipasto misto caldo e freddo di 10 portate, 2 primi, 1 secondo con contorno, dolce, bevande e caffè / N. 1 typical local lunch: hot and cold entree (10 different entree), 2 first course, 1 second course, mixed salad, dessert, beverages and coffee.
Assicurazione medica / Medical Insurance




Pacchetto prenotabile su richiesta e soggetto a disponibilità/Package bookable on request subjected to availability.

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venerdì 5 maggio 2017

Festa dei Santi Martiri Alfio Filadelfo e Cirino a Trecastagni - 10 maggio

La festa di Sant’Alfio a Trecastagni, in provincia di Catania, è tra le manifestazioni popolari di carattere religioso più rappresentative della Sicilia. La festa ha radici lontane: si narra che dopo il martirio dei tre fratelli, avvenuto a Lentini nel 253, quasi subito fu innalzata un'icona votiva nel luogo del loro passaggio a Trecastagni, dove oggi sorge il Santuario. Tuttavia, ebbe un impulso tutto particolare dopo che, nel 1516, furono ritrovate le reliquie dei Tre Santi nel monastero dei Padri Basiliani di S. Filippo di Fragalà (Me). Ventun salve di cannone, sparate al mattino dal Forte Mulino a Vento, annunciano al popolo l’inizio dei festeggiamenti, che dureranno dall' 1 al 17 maggio. II pomeriggio del 9 maggio si svolge la consueta manifestazione pirotecnica, una "gara" di fuochi d'artificio tra i  componenti dei tre "partiti" della festa: Sant'Alfio, Tondo e Collegiata. Molto particolare è il fenomeno dei “nudi” che manifestano la loro devozione attraverso il viaggio ai Santi. La sera della vigilia, 9 maggio, la cosiddetta "notte santa", da Catania e dalle cittadine circostanti salgono fino al Santuario di Trecastagni, sulle pendici dell'Etna, molti pellegrini devoti, "i nuri" (i nudi), spesso scalzi, portano un pesante "cero" votivo sulle spalle, da offrire ai Santi. Le numerose edicole votive che s'incontrano lungo le strade etnee, infatti, possono essere considerate come "stazioni" di sosta o di meditazione e preghiera, lungo il cammino dei pellegrini ai vari santuari locali. Il 10 maggio, giorno della festa, I simulacri dei Santi Martiri vengono accolti nel piazzale antistante il Santuario dai fedeli che li accompagneranno in processione per le vie cittadine.  L'ottava della festa, il 17 maggio, "chiude" i festeggiamenti, ma i Santi rimarranno svelati fino alla prima domenica di giugno. 
Gli ex voto
Nel museo del Santuario di S. Alfio sono custoditi oltre mille Tavolette “ex voto”, segno delle grazie ricevute dai fedeli. I dipinti presentano, oltre alla data, al nome del “miracolato” e alla descrizione del “miracolo”, la ricostruzione scenica di esso. I Santi sono raffigurati in tutte le tavolette che narrano le circostanze in cui è avvenuto il miracolo. Esprimono la devozione e la cultura di un popolo ed hanno anche un valore storico e artistico.  Le Tavolette “ex voto” sono candidate ad essere iscritte nel registro delle “eredità immateriali”. 

Fonti
it.wikipedia.org
www.santuariotrecastagni.it
www.siciliainfesta.com


***



Trecastagni Pilgrim Tour
 da/from €237,00 per person 
(min.8 pax)


Il pacchetto include/The package includes:

N.3 pernottamenti in Bed and Breakfast in camera doppia/matrimoniale in pernottamento e colazione/N.2 nights in twin/double room/BB
N. 1 cena con Pizza/ N. 1 Pizza dnr
N. 1  Happy hour siciliano/ N. 1 sicilian happy hour
N. 1 cena  siciliana con prodotti tipici / N. 1 sicilian dinner with typical products.
N. 1 visita chiese di Trecastagni/ Guided visit to historical Trecastagni centre and churches
N.1 Visita vigna privata + degustazione in cantina vinicola del vino e prodotti locali dell’Etna/N.1 visit to the vineyard in a local winery to taste Etna wines and delights.



Pacchetto prenotabile su richiesta e soggetto a disponibilità/Package bookable on request subjected to availability.

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lunedì 31 ottobre 2016

La festa dei morti in Sicilia- tradizioni e cultura


La Festa dei Morti in Sicilia


 […] le mamme vanno in punta di piedi a mettere dolci e giocattoli nelle piccole scarpe dei loro bimbi, e questi sognano lunghe file di fantasmi bianchi carichi di regali lucenti, e le ragazze provano sorridendo dinanzi allo specchio gli orecchini o lo spillone che il fidanzato ha mandato in dono per i morti […]
G. Verga – La Festa dei morti – Vagabondaggio (1887)

[…]Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio. […]I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?».  […]Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.
(da Racconti quotidiani di Andrea Camilleri)


La “Festa dei Morti” ha origini antichissime risalenti al X secolo nel periodo, cioè, in cui la Chiesa inizia a cristianizzare alcuni riti pagani. La sua storia però inizia molto tempo prima: gli antichi romani erano infatti soliti celebrare i Parentalia, festività che si svolgevano dal 13 al 21 febbraio, mentre per il popolo celtico la celebrazione più importante del calendario era la Notte di Samhain, ovvero la notte dedicata a tutti i morti e a tutte le anime, che si festeggiava tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
In Sicilia tale ricorrenza è molto sentita e viene celebrata annualmente il 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. Il rapporto con la morte nella tradizione siciliana ha risvolti ambivalenti: se da un lato le anime dei defunti vengono mandate via mediante riti e preghiere – per allontanare il pericolo di contatti con gli inferi, considerati dominio assoluto del male – dall’altro sono invocate per domandare protezione e soccorso.
La credenza popolare vuole che nella notte tra l’1 ed il 2 novembre i defunti si risvegliano e visitano le case dei loro cari in vita, come segno della loro presenza e del loro vegliare sulla famiglia, portando con sé dolciumi e regali di vario genere da donare, in particolar modo, ai bambini che sono stati buoni durante l’anno. Invece, per coloro che non sono stati tanto buoni, si suole nascondere le grattugie, perché i morti verranno a “grattugiare i loro piedi”.
La sera prima i bambini vanno a letto presto per non disturbare i defunti in viaggio, con la speranza d’essere ricordati da nonni e familiari trapassati e, così, la mattina seguente trovano i ricchi doni.
Durante la notte infatti i “morti”, dopo aver accuratamente nascosto i propri regali, riforniscono la casa di dolciumi e biscotti di ogni genere: dai Taralli (deliziose ciambelle rivestite di glassa zuccherata), alle Rame di Napoli (dolci dal morbido impasto al cacao ricoperti di cioccolato fondente), i Mustaccioli di vino cotto e i Tetù bianchi e marroni (biscotti spolverizzati di cacao o zucchero o anche glassa al limone), ai Crozzi ‘i mortu (letteralmente le ossa di morto, piccoli biscottini molto duri a base di farina, zucchero, chiodi di garofano, acqua e cannella), passando per i frutti di martorana, cioccolatini, frutta secca (‘U scacciu) e l’immancabile Pupaccena (pupi a cena), dolci antropomorfi fatti di zucchero –  ritraenti  personaggi della tradizione popolare siciliana, come i celebri paladini o le damine del Settecento, che andranno ad arricchire ‘U Cannistru, il cesto tradizionale.  Spesso, insieme ai dolciumi, ai bambini viene fatto dono di scarpe nuove, talvolta riempite, come buono auspicio per l’anno che verrà e che vanno a sostituire quelle vecchie. La mattina del 2 novembre, i bambini s’alzano già pronti per iniziare la caccia al tesoro in giro per la casa, dopo avere recitato la supplica:


Armi santi, armi santi,
Iu sugnu unu e vùatri síti tanti:
mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittitimìnni assai.

Anime sante, anime sante,
io sono uno e voi siete tanti:
mentre sono in questo mondo di guai
regali dei morti mettetemi in abbondanza.

Dopo aver scartato i regali, ci si reca al cimitero, un momento di raccoglimento e preghiera ma allo stesso tempo di gioia, in cui si rende omaggio a coloro che non ci sono più, ma che continuano a vivere nei cuori di chi li ricorda portando con sé fiori e lumini da sistemare sulle lapidi.
La festa dei morti diventa un modo di accostarsi alla morte certamente singolare,  indice di una sensibilità tutta siciliana che pur celebrando la morte non vuole demonizzarla agli occhi innocenti dei bambini:  si vuole rompere la soglia della paura col mondo dei morti, in modo tale da impartire una educazione finalizzata al rispetto dei propri defunti.
I bambini tuttoggi sentono questa festività in modo particolare, poiché ricevono ancora i regali (cosi di morti) e poi perché generalmente le scuole sono chiuse.
Oggi i doni portati dai “morti” vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali 'Fiere dei Morti', che si svolgono in molte parti della Sicilia, in particolar modo nelle aree di Palermo e di Catania, dove, ogni anno, vengono allestite bancarelle ricche di giocattoli e oggetti vari, in un tripudio di suoni, colori e profumi.


Fonti
www.blogsicilia.eu
it.wikipedia.org
www.palermoatavola.com
www.siciliabella.eu
www.siciliainfesta.com
www.sicilyland.it
www.tacus.it
ww.vivict.it



goo.gl/7Mt5rf

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mercoledì 24 agosto 2016

La Festa di San Giovanni Battista a Ragusa



La festa in onore di San Giovanni Battista, patrono della città e della Diocesi di Ragusa, si celebra  il 29 agosto, giorno del suo martirio. I festeggiamenti hanno inizio il 19 agosto con l’apertura della nicchia del Santo e la traslazione del simulacro nel transetto sinistro della Chiesa, per la venerazione dei fedeli.  Le tre processioni del 27, 28 e 29 agosto richiamano numerosissime presenze, tra cittadini, devoti e turisti. Il giorno 27 la statua di San Giovanni riabbraccia i Suoi devoti per le vie della città fino all’arrivo in una parrocchia che Lo ospiterà per un giorno con canti, liturgie, veglie di preghiera, per poi ritornare in Cattedrale la sera del 28.
Il 29 agosto è la principale festa di popolo, con la città che si stringe intorno al suo Santo con una lunghissima processione di ceri, la cui tradizione potrebbe essere riconducibile alla luminaria che aveva luogo durante il XVII secolo ad Ibla. I grossi ceri vengono portati con grande devozione dai fedeli scalzi o con indumento rosso in segno di un voto o grazia ricevuta. Essi percorrono le vie del centro storico insieme all’Arca Santa, precedendo la statua che Carmelo Licitra consegnò nel 1861 alla fervida devozione del popolo ragusano, prendendo il posto di quella antica. San Giovanni è rappresentato nell’atto di ammonire i vizi e la corruzione di Erode, ma è comunque un’ammonizione rivolta ad ognuno di noi. La bellezza viva e tangibile di questa statua, che sembra fatta di carne anziché di legno, scuote le coscienze per sposare la causa della giustizia e della verità. La statua del santo viene portata in processione al grido di “Patronu Viva”, accompagnata dalla banda musicale, per le strade di Ragusa. Concluderà la festa un incantevole spettacolo pirotecnico.
Numerose sono le manifestazioni culturali e artistiche che hanno luogo in città sino alla conclusione dei festeggiamenti: la rassegna teatrale Mons. Pennisi, che ha luogo nella splendida Piazza San Giovanni;  il Raduno del Cavallo Ibleo, la mattina del 28 agosto; gli eventi culturali Artisti Iblei per San Giovanni -Collettiva di sculture - Collettiva di giovani talenti ragusani - Sangiovart Photocontest, che si svolgono a Palazzo Garofalo dal 21 al 30 agosto.

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